Riflessioni metaforiche di uno spermatozoo che si rifiuta ancora di nascere.

Ormai sono convinto che in qualche parte di una foresta centroamericana, nascosto in una piramide sprofondata nella terra, sotto montagne di pietre e una fitta vegetazione intricatissima, esista un altro calendario Maya… un calendario appositamente studiato per l’Italia e che finisce molto prima del 2012. Probabilmente si è concluso nel 1992. Mi immagino un sommo sacerdote Maya, che leggendo le viscere di qualche animale, avrà saputo che un italiano di lì a qualche secolo avrebbe scoperto le loro terre e che questo evento avrebbe causato la fine delle civiltà pre-colombiane.

E’ per questo che nel 1492 erano già spariti e non si sono fatti trovare… Altro che mistero della scomparsa dei Maya! Così hanno lanciato su di noi e il nostro paese una maledizione un po’ più grave di quella che spetta agli altri.

Insomma, diciamocelo sinceramente, la fine del mondo per l’Italia sembrerebbe davvero iniziata da un bel po’ di tempo ed è tuttora in corso. Per averne la prova basta analizzare la situazione politica, perché questa, come uno specchio, riflette le condizioni di tutti gli ambiti sociali del paese:

Se la politica di un paese è marcia allora è marcio tutto… economia, istruzione, giustizia, informazione, sport, società…. Tutto!… o quasi…

Servirebbe un filo di Arianna per uscire dal labirinto in cui si è perso questo paese… Il problema è capire se questo filo di Arianna esiste… e ad esistere, esisterebbe pure. Il problema è che noi italiani non sappiamo metterci d’accordo nemmeno su come utilizzarlo questo benedetto filo. Si fossero persi i francesi nel labirinto, una soluzione l’avrebbero trovata… avrebbero individuato chi li aveva confinati in quel posto e poi… programma in 3 punti: Libertè, Egalitè, Fraternitè e via, si fa una rivoluzione! Tutti alleati, dai contadini ai borghesi, contro l’aristocrazia… salta qualche testa e si ricomincia da capo. Noi questa cosa non sappiamo proprio farla… da noi le teste non saltano nemmeno metaforicamente e quando succede è perché il trombato di turno ha avuto una buonuscita milionaria.

 La situazione poi è davvero peggiorata di molto…ed il fatto più grave è che non ci scandalizziamo più di nulla… non riusciamo più ad inorridire seriamente di fronte ai fatti, anche a quelli di una gravità estrema.

Immaginate una monetina che piroetta su se stessa su un piano. Immaginatela mentre perde la forza iniziale e alla fine del suo movimento accelera il rumore metallico appiattendosi sul piano.

Poi si ferma. Silenzio. Ecco! Quella monetina è l’ultima tra quelle lanciate a Bettino Craxi… quell’istante è l’immagine più significativa dell’ultima micro-rivoluzione italiana. Da quel momento in poi siamo andati alla deriva da noi stessi… come ricettori olfattivi perennemente nella merda, ci siamo assuefatti a questo odore nauseabondo tanto che non lo sentiamo quasi più, mentre in realtà abbiamo una classe dirigente che sarebbe sufficiente per scatenare mille rivoluzioni.

 Ma torniamo nel nostro labirinto. Si parlava del filo… quello che esiste… ecco il problema è che di fili ce ne sono MILIONI. 60 milioni per l’esattezza. Siamo persi in un labirinto insieme ad altri 60 milioni di individui ognuno con un filo di mezzo metro in mano e un misero angoletto da difendere. Difendere da chi? Che domande! Da chi ce lo vuole togliere… E chi ce lo vuole togliere? Che domande! Gli altri. Gli altri? Ma che siamo su Lost? Ma no! Gli altri… i furbi.. quelli che aspettano che mi muovo per fottermi il mio angoletto.

Ecco! Ormai, per noi la cosa più importante non è più uscire dal labirinto, ma difendere il nostro angoletto. E finché abbiamo un angoletto da difendere nessuno rischierà di abbandonare il proprio posto per cercare di unire questi cazzo di fili e uscire fuori. Ma in realtà la situazione è ancora peggiore di quella appena descritta! Per farci stare nel nostro angoletto ce lo hanno reso il più accogliente possibile… c’è un TV LED attaccato alla parete… un comodo divano… dei palloncini… un jingle rilassante… e dei divertenti programmi in TV. E così molti si sono detti: “sai che c’è!? Qui non si sta per niente male. In fondo non avevo mica tutte queste cose fuori del labirinto” . Così hanno preso il loro filo, lo hanno arrotolato e infine lo hanno riposto nell’angoletto dell’angoletto. Pronti a difendere, più agguerriti di prima, sia il proprio angoletto che chi glielo ha reso così confortevole. “Francia o Spagna purché se magna”.

 Oggi il più grande partito italiano, nonché il più importante dell’attuale esecutivo, è stato fondato da un mafioso. Ripeto: Il più grande partito italiano è stato fondato da un mafioso… Non voglio citare logge massoniche, cricche, evasioni, collusioni, corruzioni, appartamenti, lobby, mignotte, orge… sono troppe, le sapete già. SIA A DESTRA CHE A SINISTRA… Ripeto e basta questoIl più grande partito italiano, nonché il più importante nell’attuale esecutivo, è stato fondato da un mafioso…e se qualcuno viene a dirmi che non è un mafioso, ma al massimo un colluso con la mafia, gli dico che è un mafioso anche lui.

Basterebbe questa notizia per far venire giù uniti e compatti le orde dei barbari con i mille di Garibaldi, goti, visigoti, ostrogoti e vietnamiti, Che Guevara e la Revoluciòn con gli yankees e i suddisti, i coloni americani, i bolscevichi supportati dal generale Schwarzkopf , gli hamish e i pellerossa con i sanculotti francesi… Figuratevi che persino i Maya vorrebbero allearsi con qualcuno.

Che succede invece nel nostro amato labirinto? Quelli che hanno riposto il filo restano comodamente sul divano a guardare la TV, rimanendo in bilico tra un menefreghismo totale e un’ignoranza pilotata dall’esterno. Poi ci sono quelli che il filo lo tengono ancora a portata di mano, che inorridiscono e guardando verso gli altri angoletti pensano.: “Cacchio, ma ora qualcuno farà qualcosa no!?”. Protestano, urlano, scalciano contro la parete sfilando per i corridoi del labirinto, ma sempre senza allontanarsi troppo, perché il proprio angoletto deve essere sempre a portata di occhio. Perso quello… perso tutto.

 La situazione è certamente molto più complessa di quella descritta in questa metafora, ci sono innumerevoli situazioni, sentimenti, reazioni… per esempio quelli che nel labirinto non ci vogliono più stare hanno modi di vedere, pensare, agire, dire, dialogare anche fortemente diversi e dissonanti tra loro. L’attuale urgenza però, non è decidere come riformare la scuola, la giustizia o la sanità… non è definire il modo di fare politica o di dialogare… non è stabilire come investire soldi… non è decidere quale forma avrà una legge elettorale o quale ancora la avrà il nostro paese… non è decidere insieme come difendere la privacy o stabilire se è possibile l’unione tra omosessuali. L’urgenza di questo paese è togliere il marcio e riscoprire (o scoprire per la prima volta) che c’è un bene comune.

L’urgenza di questo paese è uscire dal labirinto! Non è possibile costruire niente se ognuno rimane nel suo angoletto… Chi ha ancora il filo a portata di mano vada ad unirlo con chi ha lo stesso desiderio di uscire… anche se uno è comunista e l’altro è fascista perché non c’è un modo rosso o nero per uscire dal labirinto… Anche se uno è credente e l’altro ateo perché non serve sapere se c’è un dio per uscire dal labirinto… Anche se uno urla e insulta troppo e l’altro è accomodante con tutti perché chiunque ha ancora il filo a portata di mano, chiunque esso sia, ha in comune con gli altri il fatto che non vuole più starci in quel dannato angoletto… Se e quando saremo fuori avremo modo di confrontarci, litigare e mandarci a quel paese. Ma lo potremo fare liberamente e alla luce del sole.

Ho parlato in altri post (vedi https://unbeinger.wordpress.com/2010/08/23/evangelizzazione/ e https://unbeinger.wordpress.com/2010/07/19/a-che-ora-e-la-rivoluzione/  ) del Popolo Viola e del Movimento a 5 stelle come due piccole grandi anime nate principalmente sul WEB, differenti per molti aspetti, ma che hanno la voglia di uscire dal labirinto… ce ne sono altre di realtà… tante altre… tante persone che magari hanno modi di intendere la politica e di farla diametralmente opposte agli altri.  Tutti quelli che vogliono uscire dal labirinto per non entrare in un altro hanno qualcosa in comune. Però finora hanno deciso di scendere in piazza con la propria bandiera e di non mischiarsi con altri… Invece ciò che serve è scendere in piazza insieme magari con una bella bandiera bianca da consegnare a chi si deve arrendere… un evento eclatante… una rivoluzione pacifica senza teste che rotolano… ma con il violento impatto della moltitudine… qualcosa che non può essere raccontata diversamente su un TG a quelli che hanno riposto il filo… ma purtroppo non vedo nessun Gandhi all’orizzonte.

 Quando finì la micro rivoluzione della Prima Repubblica pensavamo di uscire da un labirinto e invece dritti dritti imboccammo l’ingresso di un altro più intricato e pericoloso del precedente. Probabilmente perché ne uscimmo separati,  senza una base su cui poter ripartire e con la speranza che il peggio era alle spalle.

 Il labirinto in cui ci troviamo  è grande e chi ci vuole dentro lo sta ampliando ancora per non farci uscire o magari ci indica false vie d’uscita. È necessario uscirne subito e da soli senza che altri ci infilino in un altro luogo ancora peggio di questo.

Ogni mezzo metro di filo in più o in meno potrebbe fare la differenza!

 Noi nel frattempo non nasceremo.

 Attila

“Il flagellato di Dio”

P.S.

E’ chiaro a tutti che il Minotauro non è solo Berlusconi vero?

 P.P.S.

È altrettanto chiaro che chi ha il filo a portata di mano non è solo l’Opposizione vero?

 P.P.P.S.

Lo so che la rivoluzione francese non è stata perfetta… lo so che Gandhi è anacronistico… lo so che le utopie restano utopie… e gli hamish restano non violenti.

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commenti
  1. francesco ha detto:

    Perfettamente doccordo, io abito a Salerno e la mafia la tocco con mano. La mentalità mafiosa che il Sud italia ha preso è spaventosa, Qui tra guappi, malandrini, gente di m….non si vive più. Ess.. In una comitiva di 10 ragazzi 2 sono malandrini e guappi e gli altri 8 onesti e bravi, sicuramente i 2 trascineranno gli altri 8, anche con metodi mafiosi, sicuramente il male vince sul bene, ed è quello che è successo il male ha vinto, la mafia ha vinto. LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA. Peppino

    • unbeinger ha detto:

      il male vince sul bene finchè abbiamo il nostro angoletto da difendere… vedrai che una volta perso anche quello allora qualcosa accadrà…grazie per il tuo commento! Attila.

  2. ivana ha detto:

    ogni giorno mi affaccio dal mio angoletto,col mio mezzo metro di filo in mano ,che con il mezzo metro di mio marito fa un metro…cercando di vedere se e quanti altri sono pronti ad annodare i loro fili …e sono assolutamente stupita e atterrita che il mondo invece continui la sua marcia verso il nulla con tanta indifferente superficialita’,ognuno nel suo stupido angoletto.

  3. vittorio esposito ha detto:

    la rana bollita. circola da tempo nel web.
    ottimo, attila. come sempre del resto.

    • mara massini ha detto:

      ho gli occhi bene aperti,non ho angoli comodi da difendere,ma davvero trovo difficile seguire una qualche direzione,anche se la mia rotta è da sempre la sinistra,non ho preclusioni di sorta,sono sfiduciata,pèerò,sono brava ad annodare i fili,e,con questi,a produrre maglioni sciarpe e quant’altro…se può servire….

  4. unbeinger ha detto:

    ecco per esempio questo –> http://www.beppegrillo.it/2010/08/i_professionisti_dellantiberlusconismo/index.html
    va in direzione opposto a ciò che dicevo… che tristezza!

  5. unbeinger ha detto:

    La teoria della “rana bollita” si rifà all’archetipo degli “Obiettivi Vaganti”…..
    Sotto ne trovate una breve spiegazione.
    Mi raccomando ragazzi… attenzione alla temperatura!!! 😉

    *******************************************************************************

    Nell’ambiente dei pensatori sistemici circola una vecchia storiella: se si mette una rana in una pentola di acqua bollente, quella salterà immediatamente fuori con un guizzo per mettersi in salvo. Ma, se la si immerge in acqua tiepida e la si scalda a fuoco lento, le cose vanno diversamente: la rana nuota nella pentola, mostrando di gradire il bagno tiepido. A mano a mano che la temperatura aumenta, comunque, la rana diventa sempre più pigra ed infine rimane immobile e si lascia lessare.

    Forse la rana non lo sa, ma è stata una vittima dell’archetipo “Obiettivi vaganti”.

    Questa struttura conduce a ridurre sempre più gli obiettivi o le aspettative, riducendo parallelamente l’impegno e i risultati.

    Nel caso della rana, questa considera ottimale la temperatura iniziale; quando la temperatura dell’acqua si allontana da questo valore, dovrebbe fare una azione correttiva (ossia saltar fuori dalla pentola). Tuttavia, la naturale pigrizia le consiglia di considerare ancora accettabile una temperatura un po’ più alta, in modo da non passare all’azione. Così, accettando tanti piccoli compromessi rispetto all’obiettivo iniziale, la povera bestia si ritrova bollita.

  6. Fabio ha detto:

    Maledizione…siamo immersi come la rana, la nostra paura di perdere l’angolino ci farà morire con meno dignità di una rana: possibile che non siamo in grado di unirci per il nostro bene?
    Siamo in tanti, il male è rappresentato dalla minoranza, possibile che non sappiamo riunirci a roma ed affondare questi delinquenti che hanno venduto le nostre vite?
    Ogni giorno che passa mi secca, mi pesa sempre più vedere il menefreghismo totale di un mondo che va a puttane e noi ci stiamo bene, almeno sembra.
    Crediamo forse che la mafia porterà benessere?
    Abbiamo visto la fine che abbiam fatto negli ultimi 30 anni, purtroppo son convinto che è solo l’inizio, il peggio inizierà a breve!
    Incazziamoci, da perdere non abbiamo molto.

  7. Isabella Bruno ha detto:

    Ottimo Attila! Ti rispondo con Ray Bradbury.
    Il protagonista di Fahrenheit 451 è Guy Montag, che lavora nel corpo dei vigili del fuoco, i quali hanno il compito di rintracciare chi si è macchiato del “reato di lettura” e di bruciarne i libri. Tutti i cittadini rispettosi della legge devono utilizzare la televisione per istruirsi, informarsi e per vivere serenamente al di fuori di ogni inutile forma di comunicazione. La televisione come elemento ossessivo della società viene utilizzata dal governo per definire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Il televisore è a tripla parete, tutti sono appiattiti. Montag contravvenendo alle regole, legge un trafiletto di un libro che doveva bruciare……In sintesi, Montag scappa poi lungo il fiume, sulle cui rive incontra un gruppo di uomini fuggiti dalla società che, insieme ad altri loro compari sparsi per tutta la nazione, costituiscono la memoria letteraria dell’umanità, in quanto conoscono a memoria numerosi testi (per noi la rete anche perchè in italia si legge poco anche il quotidiano).
    La rete??? importante certo…..però agiamo …..altrimenti diventa un mero strumento di sfogo.
    Adesso dico qcs di impopolare: ero un manager e sono abituata a lavorare per obiettivi: il primo è liberarci di SB. Poi si affronteranno gli altri obiettivi. Tutti insieme appassionatamente contro….. da Fini a Vendola, Di Pietro Grillo (anche se sappiamo che in molte fila ci sono altri mafiosi)…. Anche gli arabi si sono uniti agli ebrei contro gli inglesi, così come i partigiani. E’ così semplice, ma nessuno sembra capirlo. Forse ciascuno di loro non vuole mettere in discussione il proprio giardinetto (Mao diceva che il potere è sempre a destra) mettendo a repentaglio ciò che resta della nostra democrazia….tutti insieme si potrebbe battere B. permettendo alla magistratura di giudicarlo.

    • unbeinger ha detto:

      E’ uno di quei libri che mi dico ogni tanto di leggere… il tuo protagonista mi ricorda il Winston Smith di 1984… Direi che l’obiettivo potrebbe essere un po’ più ampio… come messo nel P.S. Il Minotauro non è solo S.B.
      La rete è diventata fondamentale perchè non riesce ad essere controllata!
      TkS

  8. apolide ha detto:

    il minotauro poverello era una vittima (vedi il fantastico racconto di borges a lui dedicato).
    fu rinchiuso perchè non era esattamente in linea col modello del suddito di allora: pronto a menare le mani rischiando la vita x recuperare la zoccola altrui, un po’ come oggi gli operai che seguono bonanni per comprare i maglioncini di cashemere di un altro.
    il fatto che dovessero mandargli i fanciulli è tutta una balla… i fanciulli andavano tra le grinfie di un sacerdote, un certo RATZINGOLEMUS… che faceva molto peggio che mangiarseli, dando la colpa al povero minotauro (il quale oltretutto era laureato e abilitato con la ssis, quindi un grosso nemico pubblico).
    e secondo me non aveva la testa di toro… quella fu una trasfigurazione simbolica, che ne evidenziava la diversità… quello che lo rendeva davvero MONSTRUM era avere un cervello nella testa.
    la storia poi l’hanno scritta i vincitori (delle elezioni fatte con la porcata!).

    sono un po’ in delirio ma sono giornatacce queste x me!

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