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Ero in ritardo…  correvo a perdifiato verso la grande piazza della città… volevo essere in prima fila, ma ero clamorosamente in ritardo. Quando si trattava di scendere in piazza per difendere i nostri diritti non mi ero mai tirato indietro. Questa volta il motivo era di quelli importanti anzi, probabilmente era il più importante in assoluto. Ed io purtroppo ero in ritardo. Continuavo a correre senza sosta per raggiungere i miei compagni e urlare insieme a loro la nostra richiesta contro qualsiasi politicante o potente si fosse presentato…

Le vie erano deserte. Si sentiva distinto il rumore dei miei passi che si rincorrevano sulla strada. A giudicare dalla desolazione, tutta la città doveva per forza di cose essere adunata in piazza… Ero in ritardo, ma allo stesso tempo le vie della città che correvo vuote, mi rendevano più felice che mai… Questa volta il popolo stava partecipando in massa! Più mi avvicinavo più il suono della  corsa veniva sovrastato dal clamore della folla che stavo per raggiungere…

Il cuore mi batteva forte per lo sforzo fisico e quasi raddoppiava i battiti per l’emozione di vivere un momento storico.  Poi lo spettacolo mi riempì gli occhi e l’anima…Finalmente raggiunsi la piazza. Gremita. Stracolma di gente in ogni suo spazio…in ogni angolo… e molti altri continuavano ad affluire. Cercai i miei compagni, ma era davvero complicato muoversi tra la folla. Anche arrampicandomi sugli appigli più alti non riuscivo a trovarli…

“Fa niente!” pensai. “Tanto siamo qui tutti per la stessa cosa e questa volta ci faremo sentire!”…

In fondo tutti quegli individui era come se fossero miei fratelli, erano i miei nuovi compagni. Faceva caldo e la folla era lì da ore… riflettei sulla loro pazienza, sulla loro tenacia e sorrisi… quel sorriso lo rivolsi al sole alzando il viso ad occhi chiusi. Ero soddisfatto. La mia anima rideva eccitata.

 In quel preciso momento dietro di me si avvicinò qualcuno sussurrandomi:  “Attento! È pieno di manifestanti mercenari. Sporchi venduti. Forse sono più di noi”…

Mi girai di scatto ma quello si era già allontanato… “Hey!” gridai, ma lui era già confuso nella folla.

Cosa voleva dire? Cosa diavolo voleva dire? Non eravamo lì tutti per lo stesso motivo? Non eravamo lì tutti per gli stessi ideali? Per difendere i nostri diritti?

Cominciai a guardare sospettoso i volti di chi mi era accanto. Non potevo credere che quella voce dicesse il vero… mi immersi tra la folla lasciandomi trasportare come una foglia al vento… origliai i loro discorsi… mi lasciai trascinare e attraversai la piazza ascoltando le parole che si scambiavano… uscii dalla marea umana con il viso solcato di lacrime… era vero! Era tutto vero!

Tra la folla c’era un’altra folla. Una moltitudine di persone pagate per venire a manifestare il pensiero opposto al mio… al nostro. Persone pagate, sobillate, fomentate per andare contro i nostri ideali, per andare contro le nostre richieste, la nostra volontà. In cambio di denaro o in cambio di un semplice viaggio spesato in questa città.

Il giorno che per me doveva essere l’inizio della rivoluzione mi si presentò agli occhi come un incubo di incommensurabile mostruosità… la rabbia mi paralizzò gli arti… i nervi divennero tesi… poi sentì il flusso del sangue arrivare alla testa.

La traversata della piazza mi aveva devastato ero ormai nel punto opposto a dove si sarebbero dovuti presentare i governanti e i vari rappresentanti… Mi arrampicai agilmente su un vecchio edificio e raggiunto il tetto iniziai a gridare verso la folla:

-“Quanto vi hanno PAGATO? Quanto costa la vostra VILE ANIMAAA!? Per quanto avete venduto il vuoto di idee che avetee!? Quanto è costato il noleggio di quel vuoto per farvi mettere le idee e la foga di altri?

-“FRATELLI!!!!” mi rivolsi idealmente a quelli che sarebbero stati dalla mia parte -“Questo posto è pieno di mercenari dell’anima che urleranno e manifesteranno contro i nostri ideali e non perché la pensano in maniera opposta a noi, ma perché sono stati pagati per farlo… A voi mercenari dico: mi fate schifo!MI  FATE SCHIFO!”.

Nella zona sottostante l’edificio scoppiò il finimondo… c’era gente che inveiva contro di me altri che tentavano di difendermi… qualche focolaio di risse che venne subito sedato. Solo un decimo della piazza si poteva accorgere che un pazzo urlava qualcosa da un tetto.

– Bestemmiatori di voi stessi… tornatevene a CASA! Lasciate che oggi noi possiamo gridare per la difesa dei nostri valori. SONO I NOSTRI VALORI, quello per cui noi MORIREMMO! Non venite a calpestare quello che per noi è un buon motivo per morire con la vostra anima corrotta! Non lasciate che la nostra protesta venga soffocata da voci comprate con i soldi…

Non permettete che ciò accada, perché se oggi venderete la vostra voce e la vostra persona ne trarrà beneficio solo chi l’avrà comprata: il potente di turno che oggi vi regala qualcosa e domani schiaccerà anche voi!

Urlavo con le lacrime agli occhi e la rabbia che premeva sulle vene della testa.

Dalla parte opposta della piazza accadeva qualcos’altro… intravedevo alcuni uomini politici e altri personaggi influenti che parlavano tra loro e a volte con la folla…ma non capivo cosa stesse accadendo.

 In quel momento venni raggiunto sul tetto da un gruppo di energumeni… mi trascinarono giù con forza. Mi portarono in una vietta isolata dove quattro o cinque individui mi pestarono. Calci. Pugni. Sputi.

Eccoti i tuoi ideali, merda che non sei altro!” questo fu l’ultimo messaggio che mi diedero accompagnato dall’ultimo calcio allo stomaco… se ne andarono.

Restai a terra qualche minuto a capire se fossi vivo e cosa c’era ancora di sano in me… al ronzio alla testa prese il posto il clamore della folla nella piazza adiacente.

Ancora steso a terra potei sentire il silenzio impossessarsi della piazza… poi l’improvviso urlo del governatore:

Chi volete libero? Barabba o Gesù?”…

Rispose il clamore della folla. Riuscivo a sentire il netto prevalere della voce puttana, che scandiva il nome di Barabba. Non ricordo più niente … svenni.

Mi risvegliò dopo alcune ore la pioggia che cadde quel giorno a Gerusalemme.

Non scesi più in piazza. Quando 20 anni dopo morii, l’ultimo pensiero lo rivolsi alla speranza che fra duemila anni le cose sarebbero potute andare diversamente…


 

Intorno al tavolo siedono i cinque saggi, ognuno affiancato dal proprio apprendista stregone. Al centro c’è un grande paiolo di minestra e una piccola mosca con ali e zampe impantanate nel brodo… Il tavolo è in cima ad una roccia alta cento metri… tutto intorno: il popolo delle dodici tribù.. Il primo a prendere la parola è l’apprendista del grande saggio blu –“E’ uno scandalo! Non è possibile andare avanti in questo modo… era compito della tribù rossa quello di fare la minestra per il popolo… ed ecco il risultato! Una schifosa mosca! Questa minestra non è commestibile. Noi proponiamo di rifarla da capo!”. Dalle pendici della roccia si sente il boato entusiasta della tribù blu. Subito l’apprendista rosso si alza –“Proprio voi parlate? Gli ingredienti li avete forniti voi. Certamente la mosca si trovava già tra le verdure che avete colto e che poi ci avete  portato! La responsabilità dell’accaduto è vostra! ”. Questa volta si ode il boato della tribù rossa.

Timidamente l’apprendista giallo alza il braccio e sussurra -: “Io proporrei di togliere la mosca! In fin dei conti il popolo è affamato e…”. PAM! Il grande saggio giallo colpì con il sacro bastone il suo apprendista, poi alzandosi e gridò –“La responsabilità è di tutti! Come è possibile non pensare alle probabili conseguenze di questo fatto! Avete pensato che quella mosca potrebbe essere infetta? Che cosa accadrebbe se un bambino si ammalasse mangiando quella minestra? Bisogna accertare le responsabilità anche delle minestre precedenti… e di chi ha lavato la pentola. Magari la mosca era lì prprio sul Paiolo non pulito bene!”. Ancora più timidamente l’apprendista giallo tenta di dire qualcosa al suo grande saggio –“Ma è solo una mosca!”. –“SILENZIO!” tuonò il grande saggio nero. –“Invito il nostro collega saggio giallo a tenere a bada il suo apprendista! Non è decoroso in questa sede prendere la parola senza il permesso.

-“Non accadrà più! Ve lo assicuro.” Così dicendo il saggio giallo fulminò con lo sguardo il suo apprendista. A questo punto il grande saggio verde si alzò per prendere la parola. Il suo apprendista fece la stessa cosa tenendo in mano una pergamena chiusa. –“Mentre voi siete qui a discutere sulla responsabilità dell’accaduto il popolo è affamato!”. L’apprendista giallo sorrise. –“e quindi” continuò il saggio verde –“Noi della tribù verde abbiamo pensato di effettuare delle analisi alla mosca, per sapere se questa è in effetti infetta oppure no! Abbiamo inoltre effettuato le analisi anche su tutto l’albero genealogico dell’insetto in questione e che potete vedere rappresentato su questa pergamena”. Con grande orgoglio l’apprendista verde srotolò la rappresentazione grafica di tutta la famiglia della mosca, mentre l’apprendista giallo si metteva le mani nei capelli. –“come potete vedere, mentre sia la mosca che tutti gli avi sono sani, la bisnonna della mosca potrebbe essere infetta. Sappiamo con certezza che la bisnonna si è posata su sterco di vacche appartenenti alla tribù gialla!”… questa notizia suscitò un clamore incredibile… -“…e quindi appoggiamo l’ipotesi della tribù blu di rifare la minestra da capo, ma solo se gli ingredienti li potremo cogliere noi!”. Un altro boato di approvazione arrivò dalle pendici della roccia. –“E no!” esclamò il grande saggio nero, mentre il suo apprendista lo aiutava ad alzarsi… -“E no cari colleghi! Voi non avete pensato alle conseguenze di questa evenienza. Rifare la minestra da capo vuol dire spendere altri soldi… il popolo è affamato si, c’è rischio di infezione certo, ma i soldi per rifare un’altra minestra chi li deve mettere??? A nostro avviso, siamo d’accordo sul rifare la minestra solo se a pagarne le spese siano i responsabili!”. Si sentirono grida e clamore da parte della tribù nera. L’apprendista rosso chiese il permesso di parlare. –“Colleghi! Vi prego… siamo in democrazia… propongo di istituire una commissione composta da rappresentanti di ogni tribù per decidere la strada migliore da percorrere e in caso di decidere anche di chi sono le responsabilità e chi debba pagare, se l’intera comunità o una sola tribù”. Tra i partecipanti nacque una violenta lite su chi dovesse far parte o meno di questa commissione. Alla fine decisero. L’apprendista giallo quella sera se ne andò sconsolato e licenziato dal suo grande saggio… pensava “Ma era solo una mosca!”. La commissione si riunì per una settimana intera. Poi furono presentati i risultati ai saggi. Questi si erano riuniti di nuovo in cima alla roccia.. con il grande paiolo al centro del tavolo in cui la minestra , ferma da una settimana e con la sua mosca ormai morta e a zampe all’aria, cominciava ad emanare anche un certo cattivo odore. L’apprendista nero, presidente della commissione, iniziò a parlare…

-“Colleghi! Il duro lavoro della commissione ci ha portato a fare ulteriori nuove considerazioni.:

Nessuno ha considerato il danno fatto alla mosca, la quale probabilmente si è ritrovata nella minestra contro la sua volontà… ciò non può lasciarci indifferenti tanto che il rappresentante verde ha in definitiva richiesto di non mangiare la minestra in segno di rispetto per la morte di un essere vivente o almeno di devolvere dei contributi ai famigliari della vittima. Ciononostante non è possibile nemmeno lasciare impunito chi ha avuto la responsabilità di aver messo la mosca nella minestra. Il rappresentante blu in tal senso ha espresso la volontà di addossarsi la colpa congiuntamente a quello rosso, ma soltanto se le spese di una nuova minestra possano essere suddivise sull’intera comunità. Il rappresentante giallo e quello verde, nonché il sottoscritto, non sono d’accordo. In definitiva vorremmo mettere ai voti…

L’apprendista nero fu interrotto da un piccolo coro che si sentiva alle pendici della roccia… “Buttate la mosca, mangiamo la minestra! Buttate la mosca, mangiamo la minestra!”… era l’ex-apprendista giallo insieme ad un gruppo misto di persone di ogni tribù che chiedeva di mangiare la minestra… -“Ecco cosa succede quando vi mettete di mezzo voi!” così il saggio blu urlò contro  il grande saggio giallo che aveva al suo fianco un nuovo apprendista.

–“Ti ricordo che quell’apprendista faceva parte della tribù dei fuxia, prima che venisse da me! E il saggio fuxia mangia minestre a volontà raccontando frottole su di noi…e ti ricordo che era tuo alleato quando ancora sedeva a questo tavolo!”. Così dicendo il saggio giallo si alzò dal tavolo e si rivolse al popolo. –“ Non date retta al mio ex-apprendista, non fatevi strumentalizzare… non sapete che lui era l’apprendista del saggio fuxia? Sapete che il saggio fuxia mangia minestre fino a buttarne… e poi mette strane idee in testa a voi… Non fatevi strumentalizzare!”. Udite quelle parole molti cominciarono a guardare male l’ex-apprendista…Dall’altra parte della roccia un altro gruppo di una nuova tribù cominciò ad urlare: –“Buttate la mosca, mangiamo la minestra! Buttate la mosca, mangiamo la minestra!”. –“e questi chi sono?” esclamò il grande saggio rosso. –“Sono quelli della tribù viola! Amici vostri” ghignò il saggio blu. Il grande saggio rosso si rivolse alla tribù viola:

-“Amici, non è con l’insulto e la violenza che si ottengono i risultati, i vostri modi sono inaccettabili… non fatevi strumentalizzare da chi vuole la violenza…dobbiamo cercare il diaologo”.

L’ex-apprendista giallo andò dal capo della tribù viola per vedere se le loro forze potessero unirsi e formare un unico coro. Le due delegazioni si incontrarono, ma nacquero subito delle discussioni –“Si ma voi, una volta buttata la mosca… come la volete mangiare la minestra: riscaldata o fredda?” “beh, riscaldata” disse il viola. “Sbaglato! È meglio fredda!” disse uno dei seguaci dell’ex-apprendista giallo. Quest’ultimo cercò di mediare in tutti i modi “Ma ragazzi che importa se calda o fredda, l’importante è che mangiamo no? Potremmo farla tiepida… potremmo dividerla e ognuno fa quello che vuole!?”

Non ci fu niente da fare… “Noi con loro non ci andremo mai” “Siamo noi che con voi non ci verremo mai!”… Passarono altre settimane, mentre sulla cima della roccia si facevano e disfacevano commissioni e discussioni, alle falde della roccia si discuteva su cosa discutessero in cima. C’era chi protestava, chi litigava, chi fischiava, chi si rammaricava… I sostenitori dei blu dicevano :”Certo sarebbe bello mangiare la minestra ma il bostro capo ha ragione. non a quelle condizioni…” con argomentazioni simili tutte le altre tribù dicevano più o meno la stessa cosa…l’ex-apprendista giallo vedendo che si stava avvicinando la fine per tutte le tribù cominciò a vagare da solo…

 “Era solo una mosca! Si poteva buttare quella mosca e avremmo mangiato tutti la minestra! Bastava questo”. Tempo dopo il popolo morì di fame. il popolo.

MORALE?

Se ti sei immedesimato anche solo per un attimo nell’ex-apprendista giallo chiediti se in realtà lo sei davvero o se sei solo un suo seguace…

Chiediti anche se le cose di cui abbiamo bisogno sono così tanto più complesse di una mosca nella minestra…


Riflessioni metaforiche di uno spermatozoo che si rifiuta ancora di nascere.

Ormai sono convinto che in qualche parte di una foresta centroamericana, nascosto in una piramide sprofondata nella terra, sotto montagne di pietre e una fitta vegetazione intricatissima, esista un altro calendario Maya… un calendario appositamente studiato per l’Italia e che finisce molto prima del 2012. Probabilmente si è concluso nel 1992. Mi immagino un sommo sacerdote Maya, che leggendo le viscere di qualche animale, avrà saputo che un italiano di lì a qualche secolo avrebbe scoperto le loro terre e che questo evento avrebbe causato la fine delle civiltà pre-colombiane.

E’ per questo che nel 1492 erano già spariti e non si sono fatti trovare… Altro che mistero della scomparsa dei Maya! Così hanno lanciato su di noi e il nostro paese una maledizione un po’ più grave di quella che spetta agli altri.

Insomma, diciamocelo sinceramente, la fine del mondo per l’Italia sembrerebbe davvero iniziata da un bel po’ di tempo ed è tuttora in corso. Per averne la prova basta analizzare la situazione politica, perché questa, come uno specchio, riflette le condizioni di tutti gli ambiti sociali del paese:

Se la politica di un paese è marcia allora è marcio tutto… economia, istruzione, giustizia, informazione, sport, società…. Tutto!… o quasi…

Servirebbe un filo di Arianna per uscire dal labirinto in cui si è perso questo paese… Il problema è capire se questo filo di Arianna esiste… e ad esistere, esisterebbe pure. Il problema è che noi italiani non sappiamo metterci d’accordo nemmeno su come utilizzarlo questo benedetto filo. Si fossero persi i francesi nel labirinto, una soluzione l’avrebbero trovata… avrebbero individuato chi li aveva confinati in quel posto e poi… programma in 3 punti: Libertè, Egalitè, Fraternitè e via, si fa una rivoluzione! Tutti alleati, dai contadini ai borghesi, contro l’aristocrazia… salta qualche testa e si ricomincia da capo. Noi questa cosa non sappiamo proprio farla… da noi le teste non saltano nemmeno metaforicamente e quando succede è perché il trombato di turno ha avuto una buonuscita milionaria.

 La situazione poi è davvero peggiorata di molto…ed il fatto più grave è che non ci scandalizziamo più di nulla… non riusciamo più ad inorridire seriamente di fronte ai fatti, anche a quelli di una gravità estrema.

Immaginate una monetina che piroetta su se stessa su un piano. Immaginatela mentre perde la forza iniziale e alla fine del suo movimento accelera il rumore metallico appiattendosi sul piano.

Poi si ferma. Silenzio. Ecco! Quella monetina è l’ultima tra quelle lanciate a Bettino Craxi… quell’istante è l’immagine più significativa dell’ultima micro-rivoluzione italiana. Da quel momento in poi siamo andati alla deriva da noi stessi… come ricettori olfattivi perennemente nella merda, ci siamo assuefatti a questo odore nauseabondo tanto che non lo sentiamo quasi più, mentre in realtà abbiamo una classe dirigente che sarebbe sufficiente per scatenare mille rivoluzioni.

 Ma torniamo nel nostro labirinto. Si parlava del filo… quello che esiste… ecco il problema è che di fili ce ne sono MILIONI. 60 milioni per l’esattezza. Siamo persi in un labirinto insieme ad altri 60 milioni di individui ognuno con un filo di mezzo metro in mano e un misero angoletto da difendere. Difendere da chi? Che domande! Da chi ce lo vuole togliere… E chi ce lo vuole togliere? Che domande! Gli altri. Gli altri? Ma che siamo su Lost? Ma no! Gli altri… i furbi.. quelli che aspettano che mi muovo per fottermi il mio angoletto.

Ecco! Ormai, per noi la cosa più importante non è più uscire dal labirinto, ma difendere il nostro angoletto. E finché abbiamo un angoletto da difendere nessuno rischierà di abbandonare il proprio posto per cercare di unire questi cazzo di fili e uscire fuori. Ma in realtà la situazione è ancora peggiore di quella appena descritta! Per farci stare nel nostro angoletto ce lo hanno reso il più accogliente possibile… c’è un TV LED attaccato alla parete… un comodo divano… dei palloncini… un jingle rilassante… e dei divertenti programmi in TV. E così molti si sono detti: “sai che c’è!? Qui non si sta per niente male. In fondo non avevo mica tutte queste cose fuori del labirinto” . Così hanno preso il loro filo, lo hanno arrotolato e infine lo hanno riposto nell’angoletto dell’angoletto. Pronti a difendere, più agguerriti di prima, sia il proprio angoletto che chi glielo ha reso così confortevole. “Francia o Spagna purché se magna”.

 Oggi il più grande partito italiano, nonché il più importante dell’attuale esecutivo, è stato fondato da un mafioso. Ripeto: Il più grande partito italiano è stato fondato da un mafioso… Non voglio citare logge massoniche, cricche, evasioni, collusioni, corruzioni, appartamenti, lobby, mignotte, orge… sono troppe, le sapete già. SIA A DESTRA CHE A SINISTRA… Ripeto e basta questoIl più grande partito italiano, nonché il più importante nell’attuale esecutivo, è stato fondato da un mafioso…e se qualcuno viene a dirmi che non è un mafioso, ma al massimo un colluso con la mafia, gli dico che è un mafioso anche lui.

Basterebbe questa notizia per far venire giù uniti e compatti le orde dei barbari con i mille di Garibaldi, goti, visigoti, ostrogoti e vietnamiti, Che Guevara e la Revoluciòn con gli yankees e i suddisti, i coloni americani, i bolscevichi supportati dal generale Schwarzkopf , gli hamish e i pellerossa con i sanculotti francesi… Figuratevi che persino i Maya vorrebbero allearsi con qualcuno.

Che succede invece nel nostro amato labirinto? Quelli che hanno riposto il filo restano comodamente sul divano a guardare la TV, rimanendo in bilico tra un menefreghismo totale e un’ignoranza pilotata dall’esterno. Poi ci sono quelli che il filo lo tengono ancora a portata di mano, che inorridiscono e guardando verso gli altri angoletti pensano.: “Cacchio, ma ora qualcuno farà qualcosa no!?”. Protestano, urlano, scalciano contro la parete sfilando per i corridoi del labirinto, ma sempre senza allontanarsi troppo, perché il proprio angoletto deve essere sempre a portata di occhio. Perso quello… perso tutto.

 La situazione è certamente molto più complessa di quella descritta in questa metafora, ci sono innumerevoli situazioni, sentimenti, reazioni… per esempio quelli che nel labirinto non ci vogliono più stare hanno modi di vedere, pensare, agire, dire, dialogare anche fortemente diversi e dissonanti tra loro. L’attuale urgenza però, non è decidere come riformare la scuola, la giustizia o la sanità… non è definire il modo di fare politica o di dialogare… non è stabilire come investire soldi… non è decidere quale forma avrà una legge elettorale o quale ancora la avrà il nostro paese… non è decidere insieme come difendere la privacy o stabilire se è possibile l’unione tra omosessuali. L’urgenza di questo paese è togliere il marcio e riscoprire (o scoprire per la prima volta) che c’è un bene comune.

L’urgenza di questo paese è uscire dal labirinto! Non è possibile costruire niente se ognuno rimane nel suo angoletto… Chi ha ancora il filo a portata di mano vada ad unirlo con chi ha lo stesso desiderio di uscire… anche se uno è comunista e l’altro è fascista perché non c’è un modo rosso o nero per uscire dal labirinto… Anche se uno è credente e l’altro ateo perché non serve sapere se c’è un dio per uscire dal labirinto… Anche se uno urla e insulta troppo e l’altro è accomodante con tutti perché chiunque ha ancora il filo a portata di mano, chiunque esso sia, ha in comune con gli altri il fatto che non vuole più starci in quel dannato angoletto… Se e quando saremo fuori avremo modo di confrontarci, litigare e mandarci a quel paese. Ma lo potremo fare liberamente e alla luce del sole.

Ho parlato in altri post (vedi https://unbeinger.wordpress.com/2010/08/23/evangelizzazione/ e https://unbeinger.wordpress.com/2010/07/19/a-che-ora-e-la-rivoluzione/  ) del Popolo Viola e del Movimento a 5 stelle come due piccole grandi anime nate principalmente sul WEB, differenti per molti aspetti, ma che hanno la voglia di uscire dal labirinto… ce ne sono altre di realtà… tante altre… tante persone che magari hanno modi di intendere la politica e di farla diametralmente opposte agli altri.  Tutti quelli che vogliono uscire dal labirinto per non entrare in un altro hanno qualcosa in comune. Però finora hanno deciso di scendere in piazza con la propria bandiera e di non mischiarsi con altri… Invece ciò che serve è scendere in piazza insieme magari con una bella bandiera bianca da consegnare a chi si deve arrendere… un evento eclatante… una rivoluzione pacifica senza teste che rotolano… ma con il violento impatto della moltitudine… qualcosa che non può essere raccontata diversamente su un TG a quelli che hanno riposto il filo… ma purtroppo non vedo nessun Gandhi all’orizzonte.

 Quando finì la micro rivoluzione della Prima Repubblica pensavamo di uscire da un labirinto e invece dritti dritti imboccammo l’ingresso di un altro più intricato e pericoloso del precedente. Probabilmente perché ne uscimmo separati,  senza una base su cui poter ripartire e con la speranza che il peggio era alle spalle.

 Il labirinto in cui ci troviamo  è grande e chi ci vuole dentro lo sta ampliando ancora per non farci uscire o magari ci indica false vie d’uscita. È necessario uscirne subito e da soli senza che altri ci infilino in un altro luogo ancora peggio di questo.

Ogni mezzo metro di filo in più o in meno potrebbe fare la differenza!

 Noi nel frattempo non nasceremo.

 Attila

“Il flagellato di Dio”

P.S.

E’ chiaro a tutti che il Minotauro non è solo Berlusconi vero?

 P.P.S.

È altrettanto chiaro che chi ha il filo a portata di mano non è solo l’Opposizione vero?

 P.P.P.S.

Lo so che la rivoluzione francese non è stata perfetta… lo so che Gandhi è anacronistico… lo so che le utopie restano utopie… e gli hamish restano non violenti.


...


Seghe mentali di uno spermatozoo che non vuole nascere e inganna il tempo navigando in rete alla ricerca di un’opposizione che non c’è e di una che c’è, ma non riesce ad opporsi.  Ovvero…

Provocazione assistita.

 

Serve che faccia l’elenco delle proprietà del premier italiano? Troppo lunga… se vi interessa ne ho trovato un succoso censimento qui… ( http://fiaccola.blogspot.com/2008/04/tutte-le-propriet-di-berlusconi-60-anni.html ). Oltre ad essere proprietario di tutte queste aziende (e spesso quindi di poteri) è anche il presidente del Consiglio ed il capo del partito più grande del nostro Paese. Quest’uomo ha un potere smisurato… se non è il più potente in Italia, sarà comunque tra i primi… (gli altri sono quelli di cui non sai nemmeno il nome). Beh! Nonostante questo potere smisurato, nell’edificio (ex-Casa delle Libertà) del PDL e nella coalizione di centro destra, si cominciano a vedere delle crepe… L’enorme potere del premier è riuscito a far star insieme Fini con Bossi…a trasformare in berlusconiani certi comunisti e certi radicali, a riempire digitalmente il paese di palloncini, belle ragazze e gadget… a farci credere che va tutto bene e che lui e i suoi uomini sono il partito del fare opposto all’Invidia e l’Odio di tutti gli altri. Nonostante sia sgusciato via dai processi e sia riuscito ad essere rappresentato come un martire sui media (quasi tutti suoi! Anzi.. quasi nessuno non suo! ) il pavimento sotto i suoi piedi scricchiola… Purtroppo sembra che scricchiolerà per parecchio tempo ancora… sono anni che leggo articoli del tipo “Il Boss è solo”, “l’ultimo canto di Silvio” etc. e invece il premier con colpi di coda imprevedibili riesce a rimanere in sella. Certo rimanere in sella costa… sia economicamente che in termini di concessioni… Prima o poi anche la sua stella tramonterà e mai come in questi giorni si intravede in lontananza questa indicibile possibilità. Dalla parte opposta frammenti più o meno grandi di opposizione sono presenti in parlamento, ma la credibilità è davvero debole… anche qui ci sembra che l’esistenza sia più garantita da certi poteri economici che da altro… Questo Parlamento ci sembra un grosso ring di Wrestling dove il risultato dell’incontro è scontato… dove i contendenti si sono accordati sul risultato… ed il pubblico che paga è consapevole di vedere uno spettacolo già deciso. Tutto il resto è fuori dal Parlamento. Nonostante il voto, la stragrande maggioranza degli italiani non si sente rappresentata nemmeno da chi ha votato… Tutto il resto è fuori dal Parlamento… La casta la vedi e te la spiegano anche nel dettaglio… passa il tempo e continua a rimanere tutto fuori dal Parlamento. Tutto uguale, anzi peggio, e fuori dal Parlamento. La disoccupazione, la povertà, il traffico, le malattie, le ingiustizie, le incazzature sono tutte fuori dal Parlamento… il momento è grave! Lo è sempre stato, ma ora siamo proprio a due dita dal fondo… si capisce da troppe cose oramai.

 Non solo tutto il resto è fuori dal Parlamento, ma non è neanche nella realtà se non in quella virtuale… Il WEB

L’unica cosa che riesce a convogliare tonnellate di incazzature sembra essere il WEB. Il fermento lo senti al primo click… è come se le innumerevoli incazzature viaggiassero tra i cavi telefonici… come miliardi di affluenti che entrano in canali telematici, prendendo forza e vigore… senti brulicare il tuo hard disk in modo diverso, si sente il crepitio dei blog che non riescono più a contenere lo sdegno degli utenti… avatar infuriati… nickname rivoluzionari. Il potere vorrebbe mettere il bavaglio più al WEB che ai vari Travagliati Santori. Ogni tanto questi affluenti riescono a convergere in fiumi più sostanziosi che formano delle cascate più fragorose… Il Popolo Viola… centinaia di migliaia di persone che migrano dal WEB alla piazza…. BeppeGrillo.it… Tuona il suo liberatorio VAFFANCULO a chiunque sieda in questo momento in Parlamento… Vieni a sapere di orde di webbers sui social network che si riuniscono in gruppi di utenti sempre più esasperati… Sono migliaia i gruppi ognuno con migliaia di iscritti…  la tua mente dopo un po’ diventa una Tag Cloud di questo tipo…

Una marea nera incontenibile… nessuna BP riuscirebbe a tapparla. E’ proprio a quel punto che arrivano dentro di te due domande. La prima è: A che ora è la Rivoluzione? E scopri che se cerchi su qualsiasi motore di ricerca una risposta non la trovi… poi ripensi ai poteri forti di questo paese e arriva la seconda domanda: Se mister B. con il suo potere e il suo collante monetario fa difficoltà a tenere insieme i suoi alleati che speranza abbiamo di far confluire tutta questa rabbia in un solo fiume? Servirebbe ogni rivolo, ogni goccia, ogni capillare di quella rabbia per poter sperare in qualcosa… ma ciò non avviene! Anzi… Eppure sembra chiedano tutti la stessa cosa… non esiste destra e sinistra, ma solo buone regole per il bene comune. Se anche tutto questo dovesse evaporare a contatto con l’aria marcia di questo paese sarebbe davvero un gran peccato… Così ti chiedi cosa accadrà, se davvero il mondo virtuale salverà il mondo (o almeno il tuo paese) o se accadrà prima che si arriverà al momento in cui tutti grideranno al “si salvi chi può!” e ognuno in solitudine manderà il suo estremo, ma non liberatorio, VAFFANCULO a tutti gli altri. Nel frattempo noi non nasceremo.

Attila

“Il flagellato di Dio”